Il termine CLIL (Content and Language Integrated Learning) indica  un approccio metodologico che mira a coniugare gli apprendimenti disciplinari con le competenze linguistiche in lingua straniera.

Non  semplicemente “imparare una materia in un'altra lingua”  ma  acquisire competenze sia disciplinari sia  grammaticali, fonetiche e comunicative della lingua straniera utilizzata.

L'approccio CLIL o immersivo ha quindi il duplice obiettivo di prestare contemporaneamente attenzione sia alla disciplina che alla lingua target veicolare e non materna. Conseguire questo duplice obbiettivo richiede lo sviluppo di un approccio integrato di insegnamento e apprendimento con un'attenzione speciale al processo educativo più generale.

Il CLIL si avvale dei principi metodologici stabiliti dalla ricerca sull'immersione linguistica e dell'insegnamento in lingua veicolare più in generale, potenziando nello studente:

  • La fiducia nell'approccio comunicativo, abilità e consapevolezza interculturale
  • La spendibilità delle competenze linguistiche acquisite durante le attività della vita quotidiana
  • La disponibilità alla mobilità nell'istruzione e nel lavoro
  • L'immersione in contesti d'apprendimento stimolanti ed innovativi
  • Competenze aggiuntive oltre a quelle comunicative nella lingua di immersione
  • Il confronto con le TIC, i curricoli e le pratiche integrate

L’introduzione dell'insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in lingua straniera nella scuola secondaria di secondo grado si inquadra nei rinnovamenti previsti e introdotti dai Regolamenti DD.PP.RR. nn. 88/2010 e 89/2010, attuativi della Legge di Riforma n. 53/2003 della Scuola Secondaria di secondo grado. In particolare, l'insegnamento di una DNL in lingua straniera viene introdotto negli ultimi tre anni dei Licei Linguistici e nell’ultimo anno dei Licei e degli Istituti Tecnici a partire dall'anno scolastico 2014/15.

$1·Le indicazioni sull'avvio in ordinamento dell'insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL, sono contenute nella  nota 4969 del 25 luglio  (norme transitorie a.s. 2014/2015) con la quale si intende offrire alle Istituzioni Scolastiche un quadro riassuntivo della normativa di riferimento e che definisce i requisiti richiesti ai docenti. I docenti accederanno “all’insegnamento CLIL”  attraverso il superamento di uno specifico corso di perfezionamento di 20 crediti CFU " di natura metodologico - didattica da realizzarsi presso strutture universitarie A detti  corsi di perfezionamento possono accedere i docenti in possesso di:

a) certificazioni nella lingua straniera oggetto del corso, rilasciate da Enti Certificatori riconosciuti dai governi dei paesi madrelingua, almeno di livello Cl di cui al "QCER -Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue", che attestano le abilità ivipreviste (Ascolto, Parlato/Interazione, Scrittura, Lettura);

b) competenze linguistiche certificate in relazione alle abilità di cui alla lettera a), di livello

B2 del QCER, iscritti e frequentanti un corso di formazione per conseguire il livello C l

del QCER.

Vista la difficoltà di reperire docenti in possesso di Certificazione del livello richiesto, in un successivo comunicato, il Miur ha ridimensionato il livello delle certificazioni linguistiche portandolo da livello C1 a Livello B2, quello cioè richiesto alla maturità e confermato anche nella riforma “ La buona Scuola” .

E’ con Nota prot. n. 17849 del 1° dicembre 2014 che il Miur ha dettato agli Uffici Scolastici le istruzioni   per attivare e realizzare i corsi per l’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera con metodologia CLIL. Le indicazioni riportate nella nota sono fornite per uniformare le procedure e consentire l’attivazione dei corsi previsti dal D.M. 351/2014 e per i quali è stata determinata la ripartizione regionale delle risorse finanziarie e sono state fornite indicazioni organizzative con decreto A00DPIT prot.n. 956 del 1 dicembre 2014  trasmesso con la suddetta nota ( allegato A).

Nella riforma della scuola si intende estendere il Clil anche nella scuola primaria e nelle medie attraverso un piano di formazione dei docenti. Obiettivo generale è portare gli studenti a un apprendimento di livello B2 per la lingua straniera.

A tutt’oggi le maggiori difficoltà nell’attivazione del processo, da quanto si evince da una indagine conoscitiva del Senato ( resoconto sommario n.155 del 14 /01/2015)  si sono riscontrate nel reperire i docenti formati per poter coprire tutte le classi interessate , questa carenza, che parte dalla base e cioè  dall’esiguo numero di docenti con le certificazioni linguistiche richieste per partecipare ai corsi di formazione, ha portato le scuola ad arrangiarsi :La carenza di docenti formati è evidente, la platea dei docenti necessari per coprire le classi quinte è ancora scarsa. Le scuole stanno facendo come possono, utilizzando i pochi docenti formati e in molti casi "inventandosi" le collaborazioni più svariate. Occorre acquisire un numero di docenti sufficiente per garantire una diffusione capillare dell’innovazione.”

C’è poi la questione del non riconoscimento del  “ merito”  motivo che ha spinto molti docenti di materia non linguistica con adeguate competenze linguistiche a non aderire all’insegnamento Clil in quanto si vedevano aumentare l’impegno senza alcun “riscontro” della propria ulteriore specializzazione: (“ ………Si è consumata invece ancora una volta la contraddizione tra obbligatorietà dell’attuazione del CLIL nelle classi terminali, a fronte della volontarietà della partecipazione dei docenti ai corsi di formazione e a fronte della mancanza di riconoscimenti economici e giuridici ai docenti che hanno intrapreso questo impegnativo percorso”).