DDl approvato alla camera

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Approvato alla Camera con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti il testo del DDL riforma scuola che va ora alla firma del Presidente della Repubblica.

Il Presidente Nazionale dell’ANTES Scuola Prof. Calì Salvatore C. esprime il proprio dissenso all’approvazione del DDL sostenendo le tesi che in questi mesi hanno visto l’Antes Scuola schierata in prima linea nella protesta contro una riforma che  va contro l’Istruzione e che dando così ampi poteri ai  Dirigenti rischia di creare “ disparità” di trattamento che certamente non fanno bene alla scuola stessa.

Le dichiarazioni del Presidente dell’Antes Scuola  in pieno accordo con quanto espresso dal Coordinatore della Federazione Gilda Unams Rino Di Meglio  , e con tutti gli altri sindacati ,non lasciano  dubbi  sulla intenzione di  proseguire una battaglia sindacale, nelle opportune sedi, laddove vengano appurate quelle irregolarità che certamente non verranno lasciate impunite.

Tecnicamente , nella parte riguardante assunzioni e  costituzione albi territoriali si evidenziano i seguenti punti:

-          Confermata  l'assunzione, da quest'anno, di circa 100 mila docenti: i vincitori e gli idonei  del concorso a cattedre del 2012 e gli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Rimangono fuori dal Piano straordinario di assunzioni gli abilitati della  seconda fascia delle graduatorie di istituto.
Con la nuova formulazione del provvedimento,  una prima fase riguarderà le immissioni in ruolo per coprire i posti vacanti, che rimarrà con le modalità ordinarie del turover.

-           Le immissioni in ruolo disposte dopo il 15 settembre 2015  prevederanno nomina giuridica dal  1° settembre 2015  ma economica dal 1° settembre 2016.

-          Approvato un emendamento che prevede la chiusura delle Gae solo se queste risulteranno esaurite.

-          Il Testo disciplina l'istituzione dell'organico dell'autonomia, che sarà composto da posti comuni, posti di sostegno e posti per il potenziamento dell'offerta formativa.

-           L'anno scolastico 2015-2016 sarà di fatto un anno transitorio nel quale non vengono applicate le nuove norme della riforma.

-          Gli ambiti territoriali saranno definiti, infatti, solo nel 2016 (entro il 30 giugno da parte degli uffici scolastici regionali)  in base a tre criteri: la popolazione scolastica; la prossimità (quindi la vicinanza) delle istituzioni scolastiche; e le caratteristiche del territorio. Quindi sarà tenuto conto - prevede l'emendamento - anche 'delle specificità delle aree interne, montane e delle piccole isole, della presenza di scuole in carcere, nonché di ulteriori situazioni o esperienze territoriali già in essere'.

-          All'interno degli ambiti saranno poi costituite le Reti di scuole che potranno sottoscrivere accordi per la gestione delle 'risorse professionali' (il personale), le attività amministrative (segreterie) e le iniziative didattiche. Sarà il Miur, entro 120gg. dall'approvazione del ddl, a emanare le linee guida con i criteri di cui dovranno tenere conto i futuri accordi. Dunque le convenzioni conterrano i 'criteri' e le modalità' per l'utilizzo dei docenti all'interno della rete; in altre parole, i professori potranno muoversi all'interno delle Rete che corrisponderà a un determinato territorio, che potrà ovviamente comprendere più città

-          La scelta dei docenti a cui attribuire gli incarichi rimarrà in capo al solo dirigente scolastico, ma i professori potranno inviare la propria candidatura per i colloqui. La scelta in capo ai dirigenti partirà dal 2016 (per il 2015 le procedure rimangono ordinarie).

-           Il dirigente, per la copertura dei posti della scuola 'propone' gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti.
Per l'assegnazione della sede, però, varranno le precedenze della legge 104, articolo 21 e 33, comma 6. Di conseguenza i docenti con disabilità personale avranno la priorità nella sede presso cui invieranno il curriculum.Il preside potrà  inoltre utilizzare i professori in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché non siano disponibili nell'ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso e siano in possesso di  titoli di studio, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire'.

-          La proposta di incarico dovrà avvenire sulla base di questi criteri: durata triennale e rinnovabile per ulteriori cicli triennali; 'conferimento degli incarichi con modalità che valorizzino il curriculum, le esperienze e le competenze professionali, anche attraverso lo svolgimento di colloqui'; trasparenza e pubblicità degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti attraverso la pubblicazione sul sito internet della scuola. L'incarico ha durata triennale ed è rinnovato, "purché in coerenza con il piano dell'offerta formativa". Il che significa che si rinnova automaticamente fino a che nel POF non ci siano modifiche relative alle materie. Il mancato rinnovo dell'impiego, quindi, non sarà più legato alla discrezionalità del dirigente, ma ad un cambio di progettazione dell'intero istituto.

-          Il nuovo organico dell’autonomia darà alla scuola l’8% di docenti in più, una media di 7 docenti aggiuntivi per ciascun istituto.

-          L'incarico è conferito con l'accettazione della proposta da parte del docente. Nel caso di più proposte, il docente effettua la propria opzione fra quelle ricevute, fermo restando l'obbligo di accettarne almeno una. In caso di inerzia dei dirigenti scolastici nella individuazione dei docenti, sarà l'ufficio scolastico regionale a provvede ad assegnarli d'ufficio alle istituzioni scolastiche. Lo stesso Usr provvederà a conferire l'incarico ai docenti non destinatari di alcuna proposta.